La disposizione microfonica è stata curata per riprendere, un’ambienza quanto più vicina alle dimensioni reali delle chiese interessate, sia per la produzione di Cd classici, che per quelli con la codifica “dts 5.1”. Per questa ultima versione, oltre ai microfoni per i canali anteriori, posti sia nelle immediate vicinanze dello strumento sia in posizione più arretrata, sono stati usati dei microfoni appositamente dedicati solo per la raccolta del suono per i canali posteriori.
La chiesa del Tempio Valdese, seppur ampia, restituisce un organo di dimensioni medio piccole, quale effettivamente questo è, con un suono dettagliato e con una tonalità morbida, ponendo l’ascoltatore a circa 5-7 metri da esso.
Nella chiesa di Senigallia, seppur di dimensioni minori rispetto a quella di Torino, viene rappresentato uno strumento e un “sound stage” ampio con un punto di ascolto a circa 13/15 metri. Questo perché le canne con la tastiera sono poste in alto sopra la porta di ingresso e perché la disposizione microfonica è stata scelta per evidenziare questa costruzione e la relativa maggiore ambienza che ne deriva. Lo strumento è ricco di sonorità che vengono esplorate dal musicista in maniera molto ampia, come per esempio nell’uso dei cornetti durante l’esecuzione di OFFERTORIE di DANDRIEU, dove vengono restituiti con un’intensità sorprendente.
Infine il Tempio Bon Bosco, già oggetto di ripresa nel CD e nel DTS “Historia Organi” (cod. DL011), propone uno straordinario strumento, con incredibile capacità di restituire sia flebili dettagli che grandi masse come solo organi di queste dimensioni possono fare. Il punto di ascolto si trova a circa 8-10 metri con una spiccata ambienza che, nella versione multicanale, approssima quella reale, con una grande presenza delle note del basso profondo.
Nella versione “dts 5.1” , oltre a quanto fin qui detto, si aggiunge l’effetto dei canali posteriori che contribuiscono in maniera determinante al risultato finale, proponendo in sede di riascolto, un ambiente molte volte più grande di quello domestico, senza mai prevaricare però l’emissione anteriore che resta primaria per la timbrica e il posizionamento dello strumento.