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Technology

2 La Musica Liquida. Modalità per l’ascolto.

27/02/2010

Musica Liquida. Modalità per l’ascolto.

 

Una volta venuti in possesso dei file di Musica Liquida, sia scaricati via internet sia acquisiti per copia, bisogna riprodurli sul nostro sistema hi.fi. utilizzando  fondamentalmente due modalità: masterizzare il file sul supposto cd o riprodurli tramite un player con il computer.
Nel primo caso basta disporre di un masterizzatore e bruciare il cd che inserito sul lettore del nostro impianto Hi.Fi. verrà letto come un normale cd.
Ma se specialmente  disponiamo di file non compressi o ad alta risoluzione, è sicuramente più conveniente farli suonare  senza che venga in alcun modo modificato lo status del file. A questo scopo dovremo usare un computer che possa comunicare con il nostro sistema audio.
La miglior  porta di accesso verso il nostro sistema é certamente un  convertitore D.A. esterno, che riesca a convertire i file che lo raggiungono nella qualità massima possibile. La modalità più semplice per veicolare dati al computer è quella tramite l’ingresso SPIDF o la porta HDMI. Nel caso più frequente in cui il nostro computer non disponga di uscita SPDIF, dovremo usare una interfaccia che trasformi il segnale proveniente dalla porta USB o FIREWIRE in segnale digitale. Sul mercato vi sono diversi tipo di questi adattatori, però dobbiamo essere certi che sia stati costruiti per l’uso HI.FI. Una di queste, quella che in questo momento sto usando, è la HI.FACE della italiana M2Tech (per trovare le caratteristiche cercare in internet). Il grande vantaggio di questa interfaccia è che nonostante sia piccola (come una chiavetta usb) ha delle soluzioni circuitali che la rendono idonea a trattare file audio fino a 24/192kHz. Inoltre possiede dei driver proprietari che scavalcano il famigerato mixer di Window responsabile del suono non buono del computer. Sul mercato vi sono anche diversi convertitori che accettano segnali USB, ma bisogna avere la sicurezza di poterli  interfacciare con un computer. Molto spesso senza driver riescono a leggere  solo le chiavette USB.
Se si usa invece la porta HDMI, normalmente ci si interfaccia con sintoamplificatori audio-video che riconoscono il flusso PCM e lo convertono indirizzandolo alle uscite.
Per far leggere al computer il file di Musica Liquida, bisogna usare un apposito player audio che legga e smisti i segnali verso la porta di uscita del computer e verso il sistema HI.FI. Esistono moltissimi software  anche free per questa funzione che si equivalgono  finchè devono leggere file mp3. Meno semplice è quando si chiede loro  di leggere dei file non compressi o ad alta risoluzione(24/96Hz – 24/192Kz) e addirittura file multicanale  in DTS 5.1 o DVD-AUDIO 5.1. In questo caso la scelta si riduce a qualche unità. Di seguito darò indicazioni dei 3 che io ho scelto dopo averne provati moltissimi.
Il primo è il FOOBAR, un player con una interfaccia molto semplice e scarna, ma che ha la caratteristica di accettare  i drive proprietari delle interfacce, con la certezza di veicolare direttamente il segnale verso l’uscita SPDIF. Altro sua grande peculiarità è quella di fare il Passthrough (cioè non modificare la codifica del segnale, ma riproporla intatta in uscita) di segnali DTS 5.1, permettendo al decoder dts (p.es. sintoampli audio video) di riprodurre il segnale multicanale. Altro lettore interessante è ITUNE. Qui l’interfaccia è molto più completa e permette di gestire facilmente moltissimi file audio. Il limite e che per riprodurre file oltre il formato audio cd, cioè 24/96, bisogna chiudere  l’applicazione e settare il Quick Time, su cui si appoggia per la trasmissione dati, per la frequenza di campionamento desiderata, altrimenti il programma fa il downmix a 16/44.1 Khz. Altro inconveniente è quello di non fare il Passthrough, quindi segnali codificati dts non passano e vengono letti come rumore bianco. Un compromesso tra queste due applicazioni, sicurezza dei dati in uscita la prima, facilità d’uso la seconda, è il MediaMonkey. Questa  applicazione ha una buona interfaccia e permette di utilizzare i driver proprietari per l’uscita diretta del file. Permette anche il Passthrough. Infine per i file DVD-AUDIO l’unico players, che io ho trovato,  che li riconosca è il POWER-DVD. Con i settagli che contiene, li trasferisce solo tramite la porta HDMI e con Window 7 (gli altri players indicati lavorano molto bene anche con XP) e purtroppo solo facendo il downmix a 2 canali.
Per usare correttamente tutti questi lettori, bisogna entrare nelle opzioni dei rispettivi menù e attivare l’uscita digitale o settare l’utilizzo dei driver proprietari, altrimenti il segnale passerà per il mixer di window con nefasti risultati. Inoltre per WIN XP e Window 7 nel “Pannello di controllo” su “Suoni e Periferiche” deve essere settata l’uscita SPDIF, sia se esistente sulla scheda audio in origine, sei se esterna come nel caso del HI.Face. Per tutte le altre informazioni relative ai players, basta visitare le rispettive web.
Il mio attuale sistema per la riproduzione della Musica Liquida è composto da :
portatile ASUS  U50   con uscita HDMI
interfaccia HI.FACE della 2MTECH (usb - SPDIF)
player FOOBAR
player MEDIAMONKEY
player POWER-DVD (per DVD-AUDIO)
convertitore audio esterno che uso anche per il mio lettore cd e sintoampli per la codifica DTS 5.1 o DVD-AUDIO 5.1
Con questo sistema  il risultato finale di ascolto e perlomeno uguale all’ascolto con il cd a risoluzione 16/44,1. Per l’alta risoluzione 24/96 e oltre le differenze sono udibili e a favore della Musica Liquida.

1 La Musica Liquida

26/02/2010

La Musica Liquida

Per capire perché anche tecnicamente sia conveniente andare verso la “MUSICA LIQUIDA” bisogna partire e  analizzare il processo di registrazione. Qualunque file audio, sia ripreso in studio che live, per essere immagazzinato in un supporto digitale, deve passare per l’hard disk di un computer. Oggi non si pone più il problema che il segnale musicale, una volta trasformato nel dominio digitale, non debba più lasciarlo se non al momento della conversione per l’ascolto finale. La cosa importante oggi è che il segnale digitale subisca meno manipolazioni possibili e conversioni in protocolli diversi per l’immagazzinamento. Il segnale audio analogico è raccolto dal microfono, amplificato dai pre microfonici, convertito e inviato all’hard disk del computer tramite le elettroniche esterne che dialogano con questo. In seguito, per la lavorazione del progetto, sarà utilizzata la rappresentazione grafica  multitraccia del programma di editing, per effettuare i tagli necessari (operazione solo grafica e non di modifica del file audio). In questa fase ancora il segnale digitale è esattamente quello immagazzinato sull’hard disk al momento della ripresa. Quando vengono fatti i “tagli” per comporre il brano, non sono spostati o modificati i file digitali, ma il computer legge sull’hard disk i pezzi di registrazione così come sono stati organizzati sulla ricostruzione grafica.Una volta definiti i tagli e opportunamente fatti i livelli delle varie tracce per ottenere il risultato sonoro definitivo, se il prodotto è destinato a un qualunque supporto 2 canali si crea la traccia  stereo. Si crea invece la traccia multicanale nel formato valuto (DOLBY, DTS, DVD AUDIO), se il supporto è multicanale. Solo in questa fase gli algoritmi del programma prescelto, processano i dati  per trasformare le svariate tracce della ripresa iniziale, nelle 2 e più richieste per la produzione del supporto da commercializzare. Questa operazione si chiama “BOURCING”. Questa fase è l’unica che, per la prima volta dalla ripresa audio, modifica e rielabora i dati immagazzinati sul supporto digitale. Questo stato del segnale è paragonabile al passaggio, in analogico, dal nastro multi traccia al definitivo master a 2 tracce che chiamerò per semplicità "Master Digitale a 2 Canali". Questo stato dei dati audio sarebbe opportuno rimanesse tale, fino alla definitiva riconversione in analogico per il riascolto finale. Dal momento che invece, il dato digitale deve essere trasferito su un supporto ottico (CD O DVD), il segnale subisce  altre trasformazioni e  impacchettamenti. Il flusso dati per la produzione di CD audio è codificato secondo il protocollo Read Book, per la produzione di DVD AUDIO  secondo il formato MLS PASS e così via per gli altri formati. Successivamente è immagazzinato nel supporto ottico generando un Master per  masterizzazione e, generalmente, è prodotta la Glass Master per la stampa industriale del CD o DVD AUDIO. Al momento poi del riascolto sul sistema di casa, il supporto ottico è letto dal laser del lettore cd o dvd e reinterpretato da un apposito chip di decodifica per essere riconvertito da digitale in analogico per l'ascolto finale. La mia esperienza di produttore, mi dice che già al momento del primo Bourcing il segnale subisce un significativo degrado. Ma dal momento che da multitraccia bisogna passare inesorabilmente a 2 canali, questo degrado e inevitabile. Al momento del riascolto del cd prodotto, cioè dopo il processo di codifica nel formato richiesto, la masterizzazione e la successiva produzione industriale del supporto, la mia esperienza mi dice ancora che il segnale subisce un ulteriore degrado. Questi ultimi passaggi, cioè dal primo inevitabile Bourging fino alla conversione da digitale in analogico, sono evitabili ascoltando direttamente il "Master Digitale a 2 Canali". Questo stato del segnale può essere fornito all'utilizzatore ultimo sia inserendolo un una memoria digitale (una qualunque Drive Pen per esempio), sia  trasmesso via internet nel suo formato pieno. La Drive Pen, o il  flusso dati, inviato ad un qualunque dispositivo dotato di porta USB (convertitori ultima generazione, server musicali di qualità hi.end, computer opportunamente organizzati, ecc), restituiranno al nostro convertitore, che già gestisce i dati provenienti dal lettore digitale, il segnale del  "Master Digitale a 2 Canali".    

Elenco passaggi che subisce il segnale audio  dalla ripresa fino all’ascolto in sala . Registrazione e Editing

1 Ripresa attraverso microfoni (conversione da pressione sonora in segnale elettrico)

2 Amplificazione attraverso i pre microfonici

3 Conversione analogico-digitale e invio al supporto digitale, normalmente hard disk. (Il segnale cambia stato da analogico in digitale. Sotto questa forma deve rimanere fino alla riconversione in analogico per l’ascolto finale. Unica eccezione se deve essere trasferito  su LP)  

4 Tagli e livelli di uscita. (Questa fase di lavorazione  non altera i file audio. Tutte le operazioni vengono effettuate su rappresentazioni grafiche)

5 Accorpamento “Bourcing” di tutte le tracce, effettuato dagli algoritmi del programma di editing,  per ricavare le 2 tracce stereo. (Questo processo modifica per la prima volta i dati audio originali acquisiti nella sala di ripresa). In questa occasione è generato il   "Master Digitale a 2 Canali". 

6 Impacchettamento dei files audio digitali secondo i dettami del Read Book con immediata masterizzazione. E’ prodotto il master da cui saranno  prodotti industrialmente i cd o dvd. 

Produzione industriale.

7 Produzione della Glass Master e stampa finale del cd o dvd. 

Riproduzione in sala di ascolto

8 Lettura del cd da parte della meccanica “cd players”, con correzione degli errori da parte del chip contenente l’algoritmo Read Book (Il Read Book prevede che, qualora durante la lettura del cd un dato non sia acquisito correttamente, venga implementato “leggi inventato” a partire dai bit precedenti e successivi al bit non letto)

9 Conversione finale del flusso dati digitali in analogico da parte del convertitore audio DAC. 

 I passaggi del n. 6 al n. 8 compresi, sono saltati dalla Musica Liquida. Il segnale "Master Digitale a 2 Canali" trasferito integralmente attraverso le porte USB, FIRE WIRE, o trasmesso tramite il protocollo via internet, è letto e convertito direttamente dal convertitore “DAC” dell’impianto di riproduzione. 

R.E.S. Ricostruzione Evento Sonoro

02/02/2010

Note sui metodi della ripresa e della “Ricostruzione dell’Evento Sonoro” (R.E.S.) 

La “RICOSTRUZIONE DELL’EVENTO SONORO” (R.E.S.), in tutte le sue componenti, timbrica ambientale, dinamica, è il traguardo ultimo di qualunque sistema HI.FI.. Con la definizione R.E.S. ho voluto semplicemente focalizzare l’obbiettivo e proporre una concreta e facile implementazione dei nostri  sistemi stereo domestici per raggiungerla. Per avvicinarsi al traguardo della R.E.S., è sufficiente aggiungere ai nostri canali stereo, altre due canali stereo posteriori, che porteranno ad una ricostruzione “molto reale”  quando cin un  sistema molto performante. Per le casse aggiunte, normalmente più piccole, è caldamente consigliato sceglierle con un suono omogeneo rispetto a quelle anteriori. La loro collocazione non è critica, infatti durante l’esperienze accumulate con sistemazioni diverse e  disposizioni anche non ottimali, il contributo dato alla ricostruzione finale è sempre stato rilevante e chiaramente migliorativo. Il compito di pilotare questi diffusori può essere svolto da un integrato con sufficiente potenza e qualità, in linea con la qualità delle casse. La lettura dei supporti a più canali, (normalmente DVA-AUDIO multicanale, SACD multicanale, DTS multicanale) può essere svolta da lettori multistandard di qualità e costo adeguato. Ovviamente, maggiore sarà la qualità di tutti i elementi del  sistema  posteriore, tanto  maggiore sarà la rese finale. Ma la caratteristica più importante che l’insieme deve avere è quello dell’omogeneità tra componenti anteriori e posteriori: ciò che cerchiamo normalmente in tutti i sistemi stereo. La R.E.S. è legata al giusto equilibrio fra l’emissione dello stereo anteriore e quello posteriore. Questa è facilmente ottenibile regolando il livello frontale secondo la nostra personale esigenza e adeguando conseguentemente quello posteriore, agendo semplicemente sul volume dell’integrato che pilota questi canali. La ricostruzione sarà raggiunta quando, aggiungendo l’emissione posteriore, avremo la sensazione di essere in uno spazio diverso da quello del nostro ambiente, paragonabile a quello dove è stata fatta la ripresa sonora. Le casse posteriori non si devono udire separatamente da quelle anteriori, ma devono contribuire al risultato complessivo. Il fronte sonoro, sia costituito da un singolo strumento che da una grande orchestra, deve essere ben saldo davanti a chi ascolta, ma espanso in larghezza e profondità a secondo di come è stato registrato, senza nessuna sensazione di presenze posteriori anomale. In queste condizioni avremo anche un grande aumento delle informazioni sonore generali, con una solidità e tridimensionalità degli strumenti sconosciuta in un sistema stereo. In sintesi avremo raggiunto una credibile “RICOSTRUZIONE DELL’EVENTO SONORO”.

 

 

 

Notes on the methods of the repeat and the “Reconstruction of the Sound Event” (R.E.S.)

 

The “RECONSTRUCTION OF THE SOUND EVENT” (R.E.S.), in all its parts, environmental tones, dynamics, is the last aim of any HI FI system. With the definition R.E.S. I would like to focus on the aim and to propose a real and easy implementation of our home stereo system in order to get to it. To reach the aim of the R.E.S. it is enough to add to our stereo channels other two back stereo channels that will take to a “real” reconstruction  whenever there is a high performance system. For the adding speakers, usually a bit smaller , it is highly suggested to choose them with an homogeneous sound compared to the front ones. Their position is not critical , in fact during the various experiences with different arrangements not always optimal, the contribution given to the last reconstruction has always been considerable and clearly ameliarotive. The task to pilot these speakers can be carried out by an integrated circuit with enough power and quality in line with the quality of the speakers. The reader of the multi channels supports ( usually  DVA-AUDIO multichannel, SACD multichannel, DTS multichannels) can be carried out by multi standard readers of good quality and cost. As a matter of fact, the higher will be the quality of the elements of the back system, the higher will be the final output.. But the most important characteristic of the whole is the homogeneity between front and back elements: what we usually look for in any stereo system. R.E.S. is connected to the right balance  between the emission of the fron stereo and the back one.This is easily obtainable by balancing the front level according to our personal need and by adjusting the back one, by only operating on the volume of the integrated system that pilots these channels. The reconstruction will be achieved when, by adding the back emission, we will have the sensation to be in a space different from our environment, comparable to that one where the sound repeat has been performed. The back speaker cannot be heard separately from the front ones, but they must help in the whole result. The sound front composed of both a single instrument and a big orchestra , must be strong in front of the hearer but it must be expanded in width and depth depending on how it was recorded, without any sensation of strange back presences. Under these conditions we will have a great increase  of the general sound information, with a solidity and tridimensionality of the instruments unknown in a stereo system. To conclude, we will have achieved a credible “RECONSTRUCTION OF THE SOUND EVENT”.  

 

R.E.S. Sala di registrazione e Ambiente d'Ascolto

02/02/2010

Note sui metodi della ripresa e della “Ricostruzione dell’Evento Sonoro” (R.E.S.). Brevi considerazioni sull’emissione del suono nella sala  di ripresa e successa emissione in ambiente di ascolto.

La percezione di un evento sonoro qualunque (rumore, suono, evento musicale ecc.) è fortemente influenzata dall’ambiente dove accede. Nel caso specifico dell’evento musicale, lo strumento diffonderà onde sonore che verranno percepite dall’ascoltatore sia direttamente che tramite la riflessione della sala da concerto, caratterizzandone fortemente la percezione. Durante la ripresa, i microfoni posti in ambiente, riprenderanno sia il suono diretto, sia quello riverberato emesso da tutta la struttura (pareti, soffitto, pavimento). Quando l’evento verrà riprodotto in ambiente domestico tramite le casse del sistema hi.fi. , la sensazione di ambienza sarà data dal suono diretto, proveniente dalle casse, sommata a quello riverberato delle pareti della sala di ascolto, caratterizzandone, ancora una volta, fortemente la percezione. Questo insieme sarà ovviamente molto diverso da quello originale perché, al segnale somma, riverberato più diretto prodotto dai diffusori acustici, si sommerà il segnale riverberato prodotto dalla stanza di ascolto. Risulta evidente che il solo segnale stereo non è sufficiente per approssimare nella sua totalità l’evento sonoro originale, dal momento che le informazioni, provenienti dal sistema hi.fi.,  saranno pesantemente modificate dall’insieme dalla struttura (pareti,soffitto,pavimento) della sala di ascolto. Per ovviare a questa situazione, si  introduce in ambiente un altro segnale, emesso da due altoparlanti collocati posteriormente, che contenga prevalentemente il segnale ambienza della sala da concerto. Con questa soluzione otterremo che, la somma del suono prodotto dei canali anteriori e posteriori, sia preponderante rispetto al contributo della struttura della sala di ascolto, approssimando in maniera molto più accurata le condizioni originali della ripresa audio. L’obbiettivo attuale pertanto, sarà quello di ridurre l’influenza del campo riverberato prodotto dall’ambiente d’ascolto, inserendo in maniera consistente il campo riverberato originale dell’ambiente di ripresa.