Lontanissimo – Andrea Cortesi, Marco Venturi (DL036)

lontanissiomo front Lontanissimo   Andrea Cortesi, Marco Venturi (DL036)



Title: Lontanissimo

Performer

violin: Andrea Cortesi
piano: Marco Venturi

Formato/Media type Prezzo/prize Spedizione/Shipping Acquista/Buy
Wav 16dB/44.1KHz – Complete Album € 9 € 0
cd Lontanissimo   Andrea Cortesi, Marco Venturi (DL036) CD Audio € 18 € 0

 

Tracklist:

1 – Arvo Pärt – Fratres-Cortesi-Venturi
2 – Valentin Silvestrov – Post Scriptum – I Largo – Allegro- Cortesi-Venturi
3 – Valentin Silvestrov – Post Scriptum – II Andantino- Cortesi-Venturi
4 – Valentin Silvestrov – Post Scriptum – III Allegro vivace, con moto Cortesi-Venturi
5 – Arvo Pärt – Spiegel im Spiegel- Cortesi-Venturi
6 – Astor Piazzolla – Le Grand Tango – Arr. Sofia Gubaidulina-Cortesi

 

Brevi note sulla registrazione

LONTANISSIMO’  è il disco d’esordio come duo di Andrea Cortesi e Marco Venturi.
Il titolo richiama filosoficamente l’ideale mai raggiunto completamente, che diventa forza motrice creativa del lavoro dell’artista. La consapevolezza della lontananza che separa l’uomo dall’idea di perfezione alimenta il desiderio di rappresentare, attraverso l’arte, i propri tentativi di oltrepassare quel limite.
Arvo Pärt, nato a Paide, Estonia, l’11 settembre 1935, è una figura centrale nella costellazione dei compositori dall’ultimo secolo a oggi. Il suo messaggio è essenziale e puro. Il suo recupero dell’armonia rinascimentale, della triade come base dell’armonia, e poi con lo sviluppo dello stile chiamato ‘tintinnabuli’ porta a risultati di formidabile impatto estetico ed emotivo, con grandi esempi particolarmente nella musica vocale. L’opera di Pärt è la ricerca di una comunicazione profonda ed intensa attraverso un linguaggio essenziale, dove anche la semplice relazione tra pochi suoni assume estrema importanza.
Pärt scrive la prima versione di FRATRES nel 1977. Nel 1980 il Festival di Salisburgo gli commissiona la versione per violino e pianoforte poi eseguita dal violinista Gidon Kremer e da Elena Bashkirova nello stesso anno. Fratres consta di una serie di Variazioni di una sequenza armonica. Oltre alla avvincente tensione ritmica l’aspetto più interessante percepibile all’ascolto è l’alternanza incessante tra due elementi espressivi dominanti che lo stesso Pärt definisce come ‘caldo e freddo’, sorprendentemente indipendenti dalla dinamica (dal pianissimo al fortissimo), dalla velocità, o dalla forma. Come scrive lo stesso Pärt “su e giù… come un contrasto continuo fra caldo e freddo. La struttura musicale non deve essere evidente” Fratres chiede all’esecutore gesti rigorosi e calibrati, una estrema e lucida ricerca della bellezza di ogni singola nota.
Dello stesso autore, è il delicato e poetico SPIEGEL IM SPIEGEL del 1978. Brano dalla disarmante semplicità.

Dell’ucraino Valentin Silvestrov (30 settembre 1937 a Kiev) è la Sonata ‘POST SCRIPTUM’, composta nel 1990 e in questo cd in terza registrazione mondiale. La Sonata è un omaggio postmoderno a Mozart e al periodo classico in una dimensione di evocazione e trasfigurazione. Il brano è ricco di sonorità evanescenti, di sospensioni del suono, ma anche di trasparente lirismo.
Valentin Sivestrov è uno dei numerosi compositori contemporanei non direttamente collegabili alle avanguardie, ma che hanno il pregio di reinventare linguaggi musicali del passato attraverso una sensibilità inequivocabilmente moderna.

Infine di Astor Piazzolla (Mar del Plata, 11 marzo 1921 – Buenos Aires, 4 luglio 1992) è LE GRAND TANGO, un ‘apoteosi’ del Tango in ambito colto. Il brano nasce come dedica al violoncellista russo Mstislav Rostropovich, poi adattato per violino e pianoforte dalla compositrice russa Sofia Gubaidulina.
LE GRAND TANGO è un raffinato ed elegante tributo al tango, con il carattere e gli stati d’animo propri di un uomo del Sud America: il senso del tragico, la nostalgia, una certa ironia amara, e una tensione passionale che è come un canto alla vita.LE GRAND TANGO, con la firma della russa Gubaidulina, in un certo senso riporta sul filo conduttore dei compositori dell’est europeo, che hanno sempre guardato a Piazzolla con un certo interesse, un denominatore comune spezzato dalla scelta del compositore argentino.
‘Lontanissimo’, in definitiva, è uno sguardo al futuro: come il riferimento che fanno i tre compositori in ambito moderno, il rimando alla polifonia rinascimentale in Part, l’evocazione mozartiana di Silvestrov, la coraggiosa ‘modernizzazione’ del tango tradizionale che fu la missione di Piazzolla.

Buon ascolto

Massimo Piantini

 

Brief notes on the recording

‘LONTANISSIMO’  is the debut album of the duo Andrea Cortesi and Marco Venturi.
The title philosophically evokes the concept of an ideal which has never been entirely achieved, a condition which becomes the force and inspiration of the creative work of the artist. The knowledge of the limits which separate man from the idea of perfection generate the desire to represent through art ones own attempts to cross this boundary.
Arvo Pärt, born in Paide, Estonia on 11th September 1935, is a central figure in the constellation of composers from the last century up to today. His message is central and pure. His reworking of renaissance harmony with the importance of triad and then with the development of his ‘tintinnabuli’ style brings about results of formidable aesthetic and emotive impact, particularly in vocal music. Pärt is in search of a deep and intense communication through an essential language, where even the simple relationship between few notes has extreme importance.

Pärt writes the first version of FRATRES in 1977. In 1980 the Festival of Salisburg commissions a version for violin and piano which goes on to be performed by the violinists Gidon Kremer and Elena Bashkirova in the same year. Fratres consists of a series of variations on a harmonic sequence where the thematic cell expands and restricts continually in rhythms up to 11/4, but the most interesting aspect you can hear is the contrast and the incessant relationship between two elements that Pärt himself call ‘hot and cold’, which are independent of the dynamics (from pianissimo to fortissimo), the speed or the form. As Pärt himself writes “up and down…like a continual contrast between hot and cold. The musical structure must not be evident.”
Fratres requires rigorous and calibrated gestures from the player, an extreme and lucid quest for the beauty of each single note. From the same author is the delicate and poetic SPIEGEL IM SPIEGEL written in 1978. A piece of disarming simplicity.

From the Ukrainian Valentin Silvestrov (born 30th September in Kiev) there is the Sonata ‘POST SCRIPTUM’, composed in 1990 and with this CD only the third recording worldwide. The Sonata is a post-modern tribute to Mozart and classic style, in a dimension of dreamlike evocation and transfiguration. The work has a wealth of evanescent sonorities, suspensions of the sound but also a transparent lyricism. Valentin Silvestrov is one of the numerous contemporary composers who cannot be linked directly with Avant-garde movements but who has the gift of reinventing musical languages of the past through an unequivocally modern sensibility.

To end, by Astor Piazzolla (Mar del Plata 11th March 1921 – Buenos Aires 4th July 1992) there is LE GRAND TANGO, almost an ‘apotheosis’ of Tango in the field contemporary music. The piece is dedicated to the Russian cellist Mstislav Rostropovich, then adapted for violin and Piano by the Russian composer Sofia Gubaidulina. LE GRAND TANGO is a refined and vigorous tribute to tango, with the typical moods of a man who comes from South America; the sense of tragedy, nostalgia, a certain bitter irony and a passionate tension which is like an ode to life. LE GRAND TANGO, with the Gubaidulina’s adaptation, brings us back in a certain way to the theme of eastern European composers, a common denominator which falters with the choice of the Argentinean composer. Essentially, ‘Lontanissimo’ looks to the future: like the musical and cultural references that all three composers make in a modern field; from the return to renaissance polyphony in Pärt and the evocation of Mozart of Silvestrov to the courageous ‘modernisation’ of traditional tango which became Piazzolla’s mission.

Enjoy the concert

Massimo Piantini

 

 

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